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Contributi a fondo perduto per le ASD e SSD – prima sessione novembre 2021 (canoni di locazione e concessione) 

DIPARTIMENTO SPORT

*** Contributi a fondo perduto per le ASD e SSD – prima sessione novembre 2021 (canoni di locazione e concessione) ***


Completate le procedure di controllo, viene pubblicato l'ellenco di ASD e SSD beneficiarie dei contributi. 

A ciascuna delle ASD/SSD beneficiarie, è stato riconosciuto un importo pari a otto mensilità sulla base del valore del canone annuale di locazione, individuando una soglia minima di contributo pari a € 3.500,00 e una soglia massima pari a € 50.000,00, a cui è stato aggiunto un contributo forfettario pari a 2.000 euro.


Elenchi QUI

https://www.sport.governo.it/media/3343/concessioni-ammessi-al-beneficio.pdf

https://www.sport.governo.it/media/3345/locazioni-ammesse-al-beneficio.pdf


Per l’assistenza tecnica è attivo esclusivamente l’indirizzo di posta elettronica ordinaria:

domande2021@sportgov.it

Inoltre, a tutte le ASD/SSD ammesse per la seconda sessione (FORFETTARI), è stato riconosciuto un ulteriore contributo forfettario pari a 2.000 euro per la copertura delle spese sostenute a causa delle chiusure dei precedenti mesi.

POSSONO LE A.S.D. E S.S.D.  " PUBBLICIZZARE I LORO CORSI SPORTIVI E/O ATTIVITÀ?

Molte ASD e SSD hanno aumentato l'utilizzo di social e degli strumenti messi a disposizione dalla rete per promuovere le proprie attività e i propri servizi.

Ma le associazioni e le società sportive dilettantistiche possono pubblicizzare le proprie attività con volantini, cartelloni, siti web, social network?

La risposta a questa domanda non è scontata, perché se da una parte non esiste una vera e propria normativa che vieti alle associazioni e società sportive di pubblicizzare le attività svolte al fine di accrescere il numero degli associati/tesserati, dall’altro lato l’Agenzia delle Entrate, con Circolare n. 18/E/2018, ha ritenuto che la pubblicità, unitamente ad altri indizi, possa essere indice dello svolgimento di attività commerciale “mascherata” da attività associativa senza fini di lucro.

Il problema è che per fare in modo che le persone vengano a conoscenza di servizi messi a disposizione da enti no profit, abbiamo bisogno che le persone sappiano che ci siano.

Senza di questo principio, si rischia che le A.S.D. e le S.S.D. non riescano a coprire i costi per lo svolgimento dell'attività e non offrano più questi servizi.

Dunque, nel caso di ASD o di SSD, la pubblicità è possibile a patto che non sia tesa a “vendere” una attività, ma piuttosto a proporre di associarsi/tesserarsi alla associazione/società per praticare l’attività sportiva.

A tal riguardo, pare preferibile che ASD o SSD limitino la pubblicità alle sole discipline sportive riconosciute dal CONI con le delibere n. 1566, n. 1568 e 1569 per le quali, come noto, opera la de-commercializzazione dei corrispettivi ai sensi dell’art. 148, comma 3, TUIR.

Ciò premesso, possiamo riassumere brevemente gli elementi riconducibili ad una pubblicità “corretta” per Associazioni o Società sportive dilettantistiche e ad una pubblicità “errata”:

 

PUBBLICITA’ CORRETTA

- Indicazione per esteso del nome della Associazione/Società

- Assenza di scopo di lucro

- Attività riservata ai soli soci e/o tesserati 

- Indicazione degli Organismi sportivi affilianti (OPES ITALIA)

- Descrizione delle attività sportive proposte e delle modalità per acquisire la qualifica di associato e/o tesserato

- Evitare di indicare i prezzi dei corsi, servizi, eventi

 

PUBBLICITA’ ERRATA

- Utilizzo di parole come “palestra” o “scuola di danza

- ”Scontistica e offerte promozionali (esempio: corso body building € 100, sconto 50% se porti un amico)

- Presenza dei prezzi dei corsi

- Omessa specificazione che le attività sono riservate ai soli soci e/o tesserati

 

Qui sotto riporteremo alcuni esempi di comunicazione corretta a fini pubblicitari per Associazioni e Società sportive dilettantistiche.

Esempio di comunicazione corretta a fini pubblicitari per A.S.D.

La XXX Associazione Sportiva Dilettantistica è una associazione affiliata al OPES ITALIA, Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI – affiliazione n. ……………….. registro Coni n. ………………………. L’attività di propaganda è svolta in funzione degli scopi istituzionali e necessaria per lo sviluppo e la divulgazione dello Sport dilettantistico nazionale. Coloro che sono interessati alla pratica dell’attivià sportiva presso la nostra associazione possono presentare domanda per l’ammissione alla carica di socio e di tesseramento al Consiglio Direttivo

 

Esempio di comunicazione corretta a fini pubblicitari per SSD

La XXX Società Sportiva Dilettantistica è una società affiliata al OPES ITALIA, Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI – affiliazione n. ……………….. registro Coni n. ………………………. L’attività di propaganda è in funzione del raggiungimento dell’oggetto sociale e necessaria per lo sviluppo e la divulgazione dello Sport dilettantistico nazionale. Per coloro che faranno domanda per la pratica dell’attività sportiva la società provvederà al tesseramento di questi all’Ente sportivo a cui è affiliata

 

Esempio di comunicazione corretta a fini pubblicitari di un corso di formazione per tecnici sportivi

Corso di Formazione OPES ITALIA per Istruttori – corso organizzato dalla XXX Associazione sportiva Dilettantistica, con il patrocinio di OPES ITALIA – Comitato Provinciale di ……………….

SPORT: Ginnastica

DISCIPLINA: Ginnastica finalizzata alla salute e al fitness

METODO ALLENANTE: YOGA

E’ previsto il Rilascio di Titolo valido per l’insegnamento della disciplina. Il corso è riservato ai TESSERATI OPES ITALIA e costituisce attività istituzionale dell’Ente

1 Oct 2021

 Aggiornamento faq numero 16 sul sito del dipartimento dello sport.

È richiesta la Certificazione Verde per le diverse categorie di lavoratori all’interno dell’impianto sportivo?

Si. In riferimento alla necessità di possesso della certificazione verde da parte di operatori come istruttori, tecnici, amministrativi, collaboratori sportivi, receptionist, etc. che operano all’interno di strutture sportive, palestre, piscine, ecc., si rappresenta che la normativa vigente all'articolo 9-septies del DL 22 aprile 2021, n.52 (convertito dalla L. 18 giugno 2021, n.87) introdotto dall’art. 3 del decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127 prevede che, a partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, per chiunque svolga una attività lavorativa, anche nel settore privato, è fatto obbligo, ai fini dell'accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19.

La disposizione si applica anche a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni. La disposizione non si applica, invece, ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni.

BANDO REGIONE MARCHE

OGGETTO: Comunicazione avviso pubblico bando Misura 3.1.

 Gentili Presidenti,
con la presente chiedo massima diffusione del bando pubblico che destina alle associazioni
e alle società sportive un contributo complessivo di 600 mila euro finalizzato all'acquisto di
veicoli per il trasporto di atleti tesserati (dai 6 ai 18 anni).

La misura fa parte del Programma annuale degli interventi di promozione sportiva per l’anno
2020.
I soggetti beneficiari del provvedimento sono come già accennato le società sportive e le
associazioni sportive dilettantistiche con sede nella regione Marche e che svolgano attività
nel territorio regionale, iscritte nel Registro CONI da almeno 2 anni.

È possibile fare domanda utilizzando la piattaforma:
https://sigef.regione.marche.it/web/HomePage.aspx dal prossimo 15 settembre e il bando
scadrà il 10 gennaio 2022. Il contributo a fondo perduto sarà del 50% della spesa
ammissibile con un limite massimo di 12 mila euro, sia per veicoli nuovi che usati (cosiddetti
a KM0). Sul veicolo dovrà essere apposta la dicitura “ACQUISTATO CON IL CONTRIBUTO
DELLA REGIONE MARCHE”.

Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito tematico:
https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Turismo-Sport-Tempo-Libero/Sport/Interventi-di-
promozione-sportiva-2020

Linee guida aggiornate per l'organizzazione di eventi e manifestazioni sportive aperte al pubblico.

Sono disponibili su www.sport.governo.it le linee guida per l’organizzazione e di eventi e competizioni sportive aperte al pubblico.

Per scaricarle clicca qui!

Questa nuova versione è aggiornata alla più recente normativa e raccoglie le indicazioni provenienti dal Comitato Tecnico Scientifico e dalla FMSI Federazione Medico Sportiva Italiana.

CONI Comitato Italiano Paralimpico AICS ASI Nazionale Csain Csen Nazionale Csen Nazionale Centro Sportivo Italiano CUSI: OPES ITALIA, Centro Universitario Sportivo Italiano Endas Nazionale Movimento Sportivo Popolare ( MSP Italia ) Pgs Italia ACSI Nazionale Uisp Nazionale USAcli Italia ASC Nazionale Cns Libertas

225 MILIONI - FINANZIAMENTI A TASSI AGEVOLATI PER IL MONDO SPORTIVO

Partirà il 20 agosto la terza misura di finanziamenti agevolati dedicati alla liquidità.
Un sostegno concreto a tutto il mondo sportivo che, a causa del protrarsi della pandemia, ha bisogno di risorse economiche. Con questa misura, infatti, l’istituto potrà erogare fino a 225 milioni di euro di finanziamenti a tassi agevolati.

Per informazioni dettagliate : http://tiny.cc/ics_liquidita3

CIRCOLARE SU OBBLIGO GREEN PASS

Cliccando sul link potete scaricare la circolare informativa del Dott. Giuliano Sinibaldi, Docente della Scuola Regionale dello Sport delle Marche, relativa all'obbligo del Green Pass per accedere ad alcuni servizi, introdotto dal Decreto Legge 23 luglio 2021 n. 105 pubblicato nella G.U. n. 175 del 23 luglio 2021.

Il link per visionare la circolare è presente sul sito istituzionale del CONI Marche al link:

 https://marche.coni.it/marche/marche/notizie/24096-circolare-informativa-del-dott-giuliano-sinibaldi-sul-green-pass.html.



RUNTS - REGISTRO UNICO TERZO SETTORE

Sul sito del ministero del Lavoro è stato pubblicato il DM sul Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) con i relativi allegati.

Lo scorso 15 settembre è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 106 con gli allegati A, B e C, a firma del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in attuazione dell’art. 53, comma 1 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, con il quale sono disciplinate le procedure di iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, le modalità di deposito degli atti, le regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione del Registro. 

La fine della transizione è prevista ad aprile 2021 con il varo del Registro unico, momento che segnerà l'avvio di una nuova fase per il terzo settore e la qualifica di ente di terzo settore entrerà finalmente a pieno titolo anche nel sistema giuridico italiano, superando le incertezze della fase transitoria.

Il definitivo avvio del registro unico nazionale del terzo settore, è una tappa fondamentale per il mondo non profit, individuando una casa comune per i numerosi enti che fanno dei principi costituzionali di sussidiarietà e solidarietà il perno della propria azione.

Il terzo settore è sempre più importante per l'economia del nostro paese, i numeri parlano da soli.

Con un milione di lavoratori, oltre 5 milioni di volontari e quasi 350mila enti, è chiaro che in futuro l'economia sociale italiana potrà prescindere sempre meno dagli enti del terzo settore e dalla loro capacità di cogliere le opportunità della riforma. 

L'acronimo ETS diventerà un tratto distintivo dal punto di vista non solo giuridico ma anche culturale, identificando gli enti che svolgono attività di interesse generale. In questo processo graduale gli Enti del terzo settore prenderanno il posto anche delle Onlus qualificando gli enti in funzione del modello organizzativo e delle attività di interesse generale concretamente svolte.

Valutare questi aspetti, soprattutto alla luce delle novità della riforma, sarà compito di operatori e tecnici per scegliere la sezione del Registro più adatta alle finalità dell'ente e alle opportunità che potrebbero derivare dall'iscrizione nel Registro.

Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale potranno continuare a operare passando dai registri al Runts con automatismi per favorirne la migrazione.

La sezione impresa sociale avrà nuovo slancio con l'avvio delle misure fiscali e con la categoria enti filantropici si dará il giusto riconoscimento alle tante realtà che svolgono attività prevalentemente erogativa.

La residuale Altri enti del terzo settore potrà accogliere enti che non si identificano puntualmente nei modelli disegnati per le altre sezioni, incluse le tante Onlus che dovranno trovare nuova collocazione.

Gli effetti dell'introduzione del Runts per Asd e SSd, "Enti sportivi, doppia iscrizione Coni-Runts:

Con la prossima pubblicazione del decreto Runts, il mondo dell'associazionismo sportivo è posto di fronte ad una serie di riflessioni circa la scelta di diventare Ets.

L'articolo 21 del Codice del terzo settore indica clausole obbligatorie da inserire e tra queste ricordiamo che accanto alla denominazione dell'associazione dovrà essere inserito anche l'acronimo Ets per l'iscrizione nel registro.

Il problema si pone per le associazioni sportive che vorranno mantenere anche l'iscrizione nel registro del CONI. In questo caso accanto alle clausole previste per gli Ets bisognerà mantenere quelle previste dall'articolo 90 della legge 289/2002. Il confronto tra le due norme imporrà un adeguamento circa la figura del socio, le attività di interesse generale coniugata con l'obbligo di affiliarsi ad un organismo sportivo riconosciuto dal Coni, le modalità di devoluzione del patrimonio, che dovrà essere effettuata solo a favore di un altro Ets con finalità sportive.

La differenza nasce dall'introduzione obbligatoria dell'organo di controllo e del revisore e dal trattamento economico riservato ai membri del consiglio direttivo.

Si tratta di clausole compatibili che non creeranno problemi alle associazioni.

Le SSD che vorranno iscriversi al Registro potranno farlo acquisendo la qualifica di impresa sociale, con la conseguenza che potranno sorgere alcune questioni.

La prima riguarda la forma giuridica: mentre le Ssd devono essere società di capitali l'impresa sociale può assumere una qualsiasi delle forme previste dal libro V del codice civile;

la seconda concerne la possibilità per l'impresa sociale entro determinati limiti di distribuire utili ai soci.

Una differenza che dovrebbe essere superata dalle modifiche alla disciplina delle Ssd inserite nella bozza del nuovo Testo unico sullo sport che prevede per le Ssd clausole analoghe se non identiche a quelle delle imprese sociali".

Un ultimo aspetto riguarda le Aps  che, promuovendo attività sportive dilettantistiche, vorranno iscriversi nel registro Coni.

Anche in questo caso valgono le considerazioni già fatte cui si aggiunge la previsione dell'articolo 35 del Codice del terzo settore secondo cui non possono essere poste limitazioni di natura economica o altre forme di discriminazione per l'ammissione di nuovi soci.

Inoltre le indicazioni inserite nel Codice circa la distribuzione indiretta di utili potranno trovare applicazione anche per Asd e Ssd iscritte al registro Coni. 

Un ultimo aspetto di interesse per chi deciderà di acquisire la qualifica di Ets iscrivendosi anche nel Runts riguarda i collaboratori: gli articoli 16 e 17 del Codice prevedono che le prestazioni nel terzo settore possano essere offerte o da volontari o da lavoratori dipendenti ponendo peraltro un limite al numero di questi ultimi.

Da una lettura della norma le collaborazioni sportive dell'articolo 67 comma 1 lettera M del Testo unico sembrano escluse.

In realtà tali forme di collaborazione non essendo espressamente escluse potranno continuare ad essere utilizzate con limiti dalle dalle Asd e Ssd iscritte anche al registro Coni.

Dovranno essere limitate a quei dipendenti che prestano mansioni connesse alla disciplina sportiva riconosciuta dal Coni e in base all'elenco che ciascuna Federazione e Disciplina associata ha approvato.

Anche in questo caso la bozza del Testo unico sullo sport prevede modifiche al lavoro sportivo che limiteranno l'applicazione dell'articolo 67 uniformando al Codice del terzo settore il concetto di lavoro anche nel mondo dello sport dilettantistico.


Costituire un Ente del Terzo Settore

ATTIVITA' NON COMMERCIALE e COMMECIALE


Il Codice del Terzo Settore dà una definizione di non commercialità, e quindi di non tassabilità, dell’attività svolta dagli enti del terzo settore. In base all’articolo 79 del codice, per essere considerata non commerciale:


deve trattarsi di un’attività di interesse generale, secondo la definizione e in base all’elenco stabilito all’articolo 5 del codice;

devono essere svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superino i costi effettivi dell’attività stessa, con un margine di tolleranza per i ricavi, che non posso superare di oltre il 5% i relativi costi.

Inoltre, sono sempre considerate non commerciali:


le raccolte pubbliche di fondi, che devono essere effettuate occasionalmente e svolte in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione e che si possono effettuare anche con offerte di modico valore o di servizi;

i contributi erogati da parte delle amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di attività in regime convenzionato o di accreditamento;

le quote associative annuali corrisposte dai soci;

le donazioni liberali corrisposte da soci o da terzi.

Quindi, per essere considerato non commerciale, un ente del terzo settore deve svolgere in via esclusiva o prevalente le attività di interesse generale stabilite dal Codice del Terzo settore, a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superano i costi effettivi.


Diversamente, vengono sempre considerate attività commerciali:


le attività di interesse generale di cui all’articolo 5 del codice del terzo settore, svolte in forma di impresa ( cioè in modo continuativo, abituale e organizzato) e dietro pagamento di corrispettivi che eccedono il costo delle stesse attività;

le attività diverse da quelle di interesse generale, citate dall’articolo 6 del codice del terzo settore, che devono essere svolte in via secondaria e strumentale.

Da precisare che se, in un determinato periodo di imposta, i proventi dell’attività commerciale superano i proventi di tutte le entrate considerate non commerciali, l’ente del terzo settore assumerà la qualifica fiscale di ente commerciale, con il conseguente pagamento delle imposte sul ricavato di tutta l’attività.


AGEVOLAZIONI FISCALI


Il titolo X del Codice del Terzo Settore, oltre a definire il concetto di non commercialità, prevede una serie di importanti misure di sostegno e valorizza adeguatamente sul piano tributario il carattere eventualmente commerciale delle attività, principali o secondarie, esercitate dagli ETS.


La riforma prevede che:


non si applichino imposte sulle successioni e donazioni per i trasferimento a favore dell’ente;

si applichino in misura fissa le imposte di registro, ipocatastali e l’esenzione da bollo e da altri tributi minori;

s’introducano nuove deduzioni e detrazioni per coloro che effettuano liberalità a favore di tali ETS sostitutive delle esistenti;

il c.d. social bonus;

si espanda l’ambito delle attività non commerciali per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.

Venendo al dettaglio delle agevolazioni, merita trattazione l’introduzione del c.d. social bonus. Si tratta di un credito d’imposta a favore di coloro che effettuano erogazioni liberali di denaro eseguite con modalità tracciabili a favore degli ETS che hanno presentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un progetto per sostenere il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata assegnati ai suddetti ETS per lo svolgimento esclusivo di attività d’interesse generale con modalità non commerciali.

Si tratta di un credito d’imposta del 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche e del 50% se effettuate da enti o società in favore di ETS.


Gli immobili posseduti e utilizzati dagli ETS non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività di interesse generale, sono esenti da IMU e TASI.

Per i tributi diversi da questi ultimi, gli enti impositori possono deliberare nei confronti degli ETSNC la riduzione o l’esenzione al pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti.


Le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono disporre nei confronti degli ETS la riduzione o l’esenzione dall’IRAP, nel rispetto della normativa UE e della Corte di Giustizia UE.


Per celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione di natura occasionale non è prevista l’imposta sugli intrattenimenti per le attività indicate dal D.P.R. 640/1972.


Gli atti e i provvedimenti relativi agli ETS sono esenti dalle tasse sulle concessioni governative.


REGIME FORFETARIO


Il Codice prevede un regime forfettario di determinazione del reddito, avente carattere opzionale, per le attività commerciali svolte in modo secondario dagli ETS non commerciali nonché un regine ad hoc per le organizzazioni di volontariato e APS, che semplifica gli adempimenti a carico di queste.


Il Codice prevede l’introduzione di un regime forfettario per il reddito d’impresa degli Enti del Terzo Settore non commerciali che ricalca quello precedentemente in uso, cioè l’articolo 145 TUIR, ora disapplicato agli ETS. Questa determinazione forfettaria del reddito d’impresa si ha applicando:


l’ammontare dei ricavi conseguiti nell’esercizio delle attività d’interesse generale e diverse, quando sono svolte commercialmente;

il coefficiente di redditività:

a. attività di prestazione di servizi:


- ricavi fino a 130.000 euro, coefficiente 7%;

- ricavi da 130.001 a 300.000 euro, coefficiente 10%;

- ricavi oltre 300.000 euro, coefficiente 17%;

b. altre attività:


- ricavi fino a 130.000 euro, coefficiente 5%;

- ricavi da 130.001 a 300.000 euro, coefficiente 7%;

- ricavi oltre 300.000 euro, coefficiente 14% e

aggiungendo l’ammontare dei componenti positivi di reddito (plusvalenze patrimoniali, sopravvenienze attive, dividendi ed interessi, proventi patrimoniali).

N.B. per gli ETS che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività il coefficiente si determina con riferimento all’ammontare dei ricavi relativi all’attività prevalente.

In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attività di prestazioni di servizi.


Il suddetto regime forfettario esonera dagli studi di settore, dagli indici sistematici di affidabilità e dai parametri.


EROGAZIONI LIBERALI


Il Codice prevede una nuova regolamentazione di detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali.


Dall’IRPEF si detrae un importo pari al 30% degli oneri sostenuti dal contribuente per le erogazioni liberali in denaro o natura a favore degli ETS non commerciali per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30.000 euro.

Tale importo è elevato al 35% degli oneri sostenuti dal contribuente, qualora l’erogazione liberale in denaro sia a favore di organizzazioni di volontariato.

La detrazione è consentita, per le erogazioni liberali in denaro, a condizione che il versamento sia eseguito tramite banche o uffici postali oppure mediante altri sistemi di pagamento previsti dal D.Lgs. 241/1997.


Le liberalità in denaro o in natura erogate a favore degli ETS non commerciali da persone fisiche, enti e società sono deducibili dal reddito complessivo netto del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.

Qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, diminuito di tutte le deduzioni, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare.


Le elargizioni in esame devono esclusivamente essere destinate allo svolgimento delle attività istituzionali non commerciali degli enti beneficiari e una diversa destinazione può condurre a riqualificare l’ente come commerciale nonché a verificare i presupposti per la cancellazione dal RUNTS.

Cosa cambierà dopo la data di operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore? Da più registri si passerà a uno solo, il Runts, che al suo interno sarà suddiviso in più sezioni:

Odv;

Aps;

Enti filantropici;

Imprese sociali, incluse le cooperative sociali;

Reti associative, incluse quelle nazionali;

Società di mutuo soccorso;

Altri enti del Terzo settore.

Come cambierà il sistema di registrazione?


Innanzitutto sarà interamente informatico e telematico. Questo significa che tutte le comunicazioni tra gli uffici del Runts e gli enti del Terzo settore si svolgeranno con modalità tematiche.


Sarà un sistema non opzionale, e questo rappresenta un importante cambiamento rispetto al sistema precedente. Ovviamente non è obbligatorio iscriversi, un ente può scegliere di entrare nel Runts e di qualificarsi come ente del Terzo settore, ma anche di non farlo. Non opzionale significa che “Ets” saranno solo gli enti registrati nel Runts. Non sarà possibile, come è stato finora, che vi siano Odv iscritte o non iscritte: gli enti del Terzo settore saranno solo quelli iscritti. L’iscrizione è quindi elemento necessario per ottenere la qualifica di ente del Terzo settore.


Altra caratteristica è la premialità: solo gli enti iscritti nel Runts avranno accesso ai benefici previsti dalla riforma per gli enti del Terzo settore. Si tratta, ad esempio, di quelli fiscali o di quelli connessi ai rapporti con gli enti pubblici legati alle convenzioni previste dell’art. 55 e dall’art. 56 del codice del Terzo settore e quelli legati all’accesso ai fondi riservati agli Ets come ad esempio quelli degli art. 72 e seguenti. Iscriversi al Runts, quindi, significa accedere a tutto il regime di favore che è riservato agli Ets.


Il registro è unico a livello nazionale: non vi sono più tanti registri quante sono le regioni e le province autonome. Il Runts è gestito a livello operativo dagli uffici regionali e provinciali autonomi del Runts e la sua struttura informatica è unica, così come quella del registro delle imprese. Il registro è unico anche sotto il profilo del Terzo settore perché per la prima volta vengono messi insieme tutti gli enti finora separatamente registrati: tutti gli Ets confluiranno nel medesimo registro. La pluralità degli enti del terzo settore si evincerà nelle sezioni interne, tante quante sono le tipologie riconosciute di Ets. L’elenco delle sezioni del Runts, inoltre, è suscettibile di modificazioni: successivamente, se ne potrebbero aggiungere delle altre o potrebbero essere introdotte delle sottosezioni all’interno di una già prevista.


Il Runts è fondamentale soprattutto per il Terzo settore italiano che, al momento, è composto da associazioni non riconosciute come persone giuridiche e che potranno, iscrivendosi al nuovo registro, acquisire la personalità giuridica di diritto privato con facilità, vincolando un importo patrimoniale modesto.


Il sistema di registrazione degli enti, quindi, è stato completamente modificato dalla riforma del Terzo settore ma si è anche arricchito di nuove funzioni e consente agli enti registrati di poter contare su qualcosa in più rispetto al passato.


Perché iscriversi al Runts?

Ecco alcuni motivi:


Per acquisire lo status di Ets: solo gli enti iscritti al Runts possono acquisire la qualifica di ente del Terzo settore o conservarlo, se già lo avevano secondo la pregressa legislazione, e quindi sono gli unici autorizzati a qualificarsi come essere enti del Terzo settore ed essere trattati come tali. Si ricordi che chi si qualifica come Ets senza esserlo, va incontro a sanzioni espressamente previste dal codice del Terzo settore. Questo vale anche per le qualifiche particolari corrispondenti alle sezioni in cui il Runts è articolato: per essere, o continuare ad essere, Odv o Aps bisognerà dunque essere registrati nel Runts.


Per godere dei benefici dello status di ente del Terzo settore, in particolare quelli fiscali, dalla possibilità di accedere a fondi dedicati (art. 72 del Cts) e quelli legati a modalità agevolate di rapporto con gli enti pubblici (artt. 55-56-57 del Cts).


Acquisire la personalità giuridica di diritto privato ed evitare così il rischio patrimoniale che corrono gli amministratori di un'associazione non riconosciuta. Negli enti con personalità giuridica, infatti, delle obbligazioni dell’ente risponde soltanto l’ente con il suo patrimonio e non già anche chi ha sottoscritto l’atto che è fonte dell'obbligazione, in particolare l'amministratore rappresentante legale. Questa responsabilità limitata in passato si poteva ottenere attraverso una richiesta fatta o in Prefettura o presso la Regione e che richiedeva un test di ammissibilità un po’ più pesante di quello che accade con la riforma. Oggi, infatti, un’associazione con soli 15.000 euro di patrimonio minimo anche in natura, come nel caso di una biblioteca, un’autovettura e altri beni suscettibili di valutazione economica valutati da un perito, se si appoggia al notaio per redigere l’atto costitutivo e richiedere l’iscrizione al Runts, può ottenere la personalità giuridica grazie alla stessa iscrizione nel Runts necessaria per ottenere lo status di Ets. Lo stesso vale per le fondazioni, per cui occorre però un patrimonio minimo di 30.000 euro.


Finora, oltre a tempi e procedure in molti casi molto più lunghe, era necessario un patrimonio di almeno 50-60.000 euro. Questa riduzione della consistenza patrimoniale minima è significativa e spingerà probabilmente molte associazioni a iscriversi al Runts chiedendo anche la personalità giuridica.


Le domande più frequenti

Lo status di ente del Terzo settore è reversibile? Nello specifico, una volta entrati nel Runts e acquisita la qualifica di Ets, si può tornare indietro? La risposta è sì, ma bisogna stare attenti perché se un Ets decide di uscire dal Runts dovrà devolvere ad altri enti del Terzo settore l’incremento patrimoniale realizzato dal momento dell’ingresso nel Runts.


Lo status di Ets è modificabile? Anche qui la risposta è sì, poiché esistono ben 7 tipologie di enti del Terzo settore: è possibile cambiare lo status adattandosi alla normativa specifica. Questo passaggio è legittimato da una cornice giuridica comune in cui tutte queste tipologie di enti si muovono grazie alla riforma, rispettando però le diversità interne. Il cambio di status si chiama tecnicamente “migrazione” perché nell’ottica del Runts corrisponde a un cambio di sezione. È possibile farlo, ma soprattutto è consigliabile quando la veste di un certo ente risulti forzata. Le migrazioni, inoltre, avvengono senza penali: l’ente che cambia sezione non va incontro a nessuna sanzione né rischia di perdere il proprio patrimonio, a differenza del passato.


E gli enti che non si iscrivono nel Runts? Molto semplicemente non ottengono lo status di ente del Terzo settore o lo perdono, ma possono continuare ad operare come associazione o fondazione del codice civile ordinario o di altre leggi speciali senza la qualifica e i benefici di essere Ets.


Struttura e competenze del registro unico nazionale del Terzo settore

In questo caso bisogna distinguere a seconda delle tipologie di enti del Terzo settore, cioè delle sezioni del Runts. Per quanto riguarda Odv (sezione a), Aps (sezione b), enti filantropici (sezione c), alcune società di mutuo soccorso (sezione f) e altri Ets (sezione g), le competenze sono degli uffici regionali o delle province autonome del Runts in cui l’ente ha sede legale. È lì che ci si iscrive e sono quegli uffici che gestiranno tali enti del Terzo settore.


La gestione delle reti associative (sezione e) è di competenza esclusiva dell’ufficio nazionale del Runts che sarà istituito presso il Ministero del Lavoro, a prescindere dal luogo in cui la rete associativa nazionale ha la propria sede legale.


Questo vale anche se le reti sono iscritte in altre sezioni del Runts perché una rete associativa è l’unico ente che può essere iscritto in due sezioni. Questo non vale, però, per le articolazioni territoriali delle stesse reti. Si ricordi, infatti, che queste ultime hanno una struttura articolata su base territoriale dove alcuni enti giuridici a carattere regionale o provinciale attuano le funzioni e i compiti della rete associativa nazionale nel territorio di riferimento. Le articolazioni territoriali, se vogliono entrare nel Terzo settore, dovranno farlo iscrivendosi a una di queste sezioni e non a quella dedicata alle reti associative in senso stretto.


Per quanto riguarda le imprese sociali (sezione d) e alcune società di mutuo soccorso (sezione f) dovranno iscriversi al registro delle imprese. La competenza della loro gestione sarà dell’ufficio delle imprese competente per sede legale e non direttamente all'ufficio del Runts. I dati presenti sul registro delle imprese sulle imprese sociali, le cooperative sociali e le società di mutuo soccorso, confluiranno nel Runts alle sezioni d ed f.


Quali sono le competenze funzionali degli uffici del Runts?

Gli uffici del Runts procederanno a:


Iscrizione degli enti;

Cancellazione degli enti;

Registrazione di atti e fatti relativi ai singoli enti (dal bilancio sociale alle nomine degli amministratori);

Revisione periodica del Runts al fine di cancellare o rivedere alcuni dati che sono lì contenuti;

Controlli sui singoli enti del terzo settore.

Su quest’ultimo punto, i controlli di legalità per verificare che gli enti del Terzo settore rispetti la normativa allora applicabile saranno effettuati dagli uffici del Runts competenti per l'iscrizione.


E l’uniformità nazionale? Può essere assicurata in vario modo, nonostante gli uffici del Runts siano diversi (a base regionale).


Le reti associative possono predisporre statuti standard per i propri enti del terzo settore che possono essere approvati con decreto ministeriale. In questo caso è chiaro che gli enti aderenti alla rete che si iscriveranno in tutti i territori regionali attraverso quello statuto-tipo non incontreranno ostacoli e problemi in sede di registrazione a livello regionale;

L'iscrizione tramite il notaio riduce la capacità delle Regioni di distinguere il trattamento degli enti a seconda del territorio di riferimento. Questo perché quando l'iscrizione degli enti del terzo settore avviene con notaio al fine di ottenere la personalità giuridica, l'ufficio del Runts si limita ad eseguire un puro controllo formale sugli statuti e sugli atti depositati quindi non va ad analizzare la sostanza dello statuto: si limita alla verifica della regolarità formale della documentazione depositata dal notaio. In questo caso, viene ridoto il potere di controllo delle regioni in fase di registrazione, dovendosi l’ufficio del Runts limitare ad un controllo puramente formale

La prassi ministeriale contribuisce all’uniformità. Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali con circolari, note e risposte sempre più ampie e articolate, contribuisce alla creazione di un'interpretazione unica e di una cultura giuridica uniforme sulla riforma del terzo settore, limitando fortemente le variabili regionali nell’applicazione della riforma stessa.

Come si accede al Runts?

Bisogna distinguere varie ipotesi.


La prima è la trasmigrazione, che avrà inizio dal famoso giorno che segnerà il passaggio dal “prima” al “dopo”. Essa coinvolge e riguarda solo Odv e Aps che al giorno prima della data di avvio del Runts risultino iscritte nei vecchi registri di Odv e Aps, istituiti sulla base della legge 266 del 1991 o della 383 del 2000. La trasmigrazione, quindi, non riguarda i nuovi enti, né le Onlus, e non avviene su istanza di parte. Saranno gli stessi uffici pubblici a darle avvio e a portarla a termine senza che sia richiesta una istanza da parte dell’Ets interessato. Allo stesso tempo non è una procedura automatica: può portare, soprattutto quando tutto si svolgerà in maniera fisiologica, all’iscrizione delle Odv e delle Aps nel Runts, ma potrebbe anche non essere così a causa di fattori che impediscano l’iscrizione.


Al netto dei vari intoppi che si possono verificare durante questa procedura, se si parte dal termine di operatività del registro:


Ci saranno 90 giorni di tempo in cui gli Uffici regionali competenti sulla base della normativa pregressa di ODV e APS trasferiranno i dati (inclusi i documenti, come ad esempio gli statuti) in loro possesso su Odv e Aps iscritte nei vecchi registri ai nuovi uffici del Runts;

Seguirà una fase più lunga ma della durata di non di più di 180 giorni (nelle previsioni del decreto ministeriale) in cui si verificherà se ciascun ente ha i requisiti per iscriversi al Runts. Questo significa che non c’è automaticità sicché potrebbero verificarsi due scenari: l’ufficio del Runts richiede all’ente l’integrazione della documentazione mancante

L’ente stesso potrà rivolgersi agli uffici del Runts portando nuova documentazione utile a dimostrare il possesso dei requisiti per l’iscrizione.

Come terminerà questa fase di trasmigrazione? Le possibilità sono due:


l’iscrizione dell’ente nella sezione di partenza o in un’altra sezione del Runts, come nel caso di una Odv secondo la legge 266 che dovesse iscriversi nella sezione Aps;

il diniego dell’iscrizione, che ovviamente è soggetto a eventuale ricorso al Tar, nel caso in cui fosse ritenuto illegittimo dall’ente del Terzo settore.

La seconda possibilità è l’iscrizione su istanza dell’ente o della sua rete e riguarda tutti gli altri enti che non sono compresi nella trasmigrazione. La richiesta, infatti, può essere inoltrata direttamente, e quindi dal proprio rappresentante legale, o essere delegata al rappresentante della rete associativa di cui l’ente fa parte.


Qui il procedimento non è affatto automatico ma su istanza di parte, si avvia con una domanda e si chiude normalmente entro 60 giorni. Se l’ente, invece, adotta uno statuto-tipo (predisposto dalla rete associativa di appartenenza e) approvato per decreto ministeriale, c’è un obbligo per la pubblica amministrazione di iscriverlo entro 30 giorni. In questo caso, non solo si elimina il controllo sostanziale sugli statuti, ma si riducono i tempi tecnici per l’iscrizione nel Runts.


Se ipotizziamo che la data di inizio di operatività del Runts sia il 1° giugno, un ente potrebbe essere iscritto già il 1° luglio. Gli effetti della trasmigrazione, quindi, potrebbero vedersi dopo le nuove richieste dei singoli enti. Durante la fase di trasmigrazione, tuttavia, Odv e Aps saranno comunque considerate enti del Terzo settore a tutti gli effetti.


La domanda da parte dell’ente può produrre i seguenti esiti: l’iscrizione sulla base di un silenzio-assenso: se entro 60 giorni Regione o Ministero non risponde, l’ente può considerarsi iscritto automaticamente;

c l’iscrizione in un’altra sezione del Runts, diversa da quella indicata nella richiesta, perché nella verifica risulta che l’ente non è in possesso dei requisiti necessari.

Rifiuto dell’iscrizione, ma è sempre possibile il ricorso al Tar.

La terza ipotesi è quella di iscrizione attraverso il notaio, ed è contemplata nel caso in cui si voglia ottenere la personalità giuridica di diritto privato.


La quarta ipotesi è l’iscrizione al registro delle imprese, che riguarda appunto le imprese sociali, le cooperative sociali e alcune società di mutuo soccorso, quelle di maggiori dimensioni.



















✓ SPORT E GREEN PASS ✓

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 23 luglio 2021, n. 105 - Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attivita' sociali ed economiche.

Nel testo, troviamo l'estensione dello stato di emergenza fino al 31/12/2021 e le prescrizioni per l'uso del "GREEN PASS" anche in ambito sportivo (materia di nostro interesse).
Qui alcuni estratti che riteniamo più rilevanti: 

Art 3 comma 1 lettera d) il Pass è richiesto per piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, limitatamente alle attivita' al chiuso; 

Art 3 comma 3 - Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai soggetti esclusi per eta' dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Art 3 comma 3 - In materia di verifica dei Pass e trattamento dati sensibili si rimanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri della salute, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, e dell'economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.

Art 3 comma 10 - Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate dai gestori dei servizi ed attività interessate, con le modalita' indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10 del Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52 

Art 4 comma 2 - aumento della presenza del pubblico agli eventi sportivi fino al 50% per eventi all'aperto o 25% per eventi a chiuso.

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-07-23&atto.codiceRedazionale=21G00117&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario&action=select-all

Nelle slide, qui sotto i punti più importanti per chiarimenti in merito a ciò che attualmente è stato pubblicato.

Per ulteriori spiegazioni e chiarimenti attendiamo riscontro dal governo...

RIAPERTURA DEI CENTRI SPORTIVI IN SICUREZZA

Lo sport è pronto a ripartire. In totale sicurezza e nel rispetto delle disposizioni emanate dal Governo con il decreto legge del 18 maggio 2021, n. 65 (Misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19).

A scanso di equivoci, è opportuno sottolineare che i provvedimenti fanno riferimento al mondo dello sport che si trova in zona gialla. Qualora una Regione fosse inserita in una fascia di differente colore, devono essere applicate le misure restrittive già esistenti.

A partire dal prossimo 24 maggio, attenendosi alle linee guida e ai protocolli del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le attività nelle palestre sono nuovamente consentite. È fondamentale che i gestori dell’impianto facciano rispettare la distanza interpersonale di due metri tra gli sportivi, oltre ad assicurare adeguati sistemi di ricambio dell’aria, senza ricircolo. 

Dal 1° luglio, inoltre, osservando scrupolosamente le disposizioni in materia e i protocolli del Dipartimento per lo sport, anche le piscine e i centri natatori coperti possono accogliere atleti, sportivi e appassionati.

Mentre lo SPORT DI CONTATTO AMATORIALE POTRÀ ESSERE SVOLTO SOLO ALL'APERTO.

Al chiuso si può praticare in forma individuale, ovvero senza contatto tra i praticanti, resta consentito invece per lo sport agonistico, come si legge nelle FAQ:

>>> Pertanto, il DL del 18 maggio 2021 n. 65 non consente lo svolgimento di alcun tipo di attività sportiva di contatto all’interno dei luoghi chiusi. <<<

Per aiutare gli sportivi, i dirigenti e i gestori degli impianti a comprendere le norme e le disposizioni in materia di sport ai tempi del coronavirus, il Dipartimento per lo sport ha pubblicato sul sito sport.governo.it le FAQ (Frequently Asked Questions – domande poste frequentemente) aggiornate sulla base delle disposizioni del Decreto Legge del 18 maggio 2021, n. 65.

Le risposte dell’ufficio competente della Presidenza del Consiglio dei Ministri vogliono chiarire diversi aspetti, risolvere dubbi che potrebbero sorgere a causa di interpretazioni sbagliate ed indicare quali comportamenti adottare in determinate situazioni.

Ogni protagonista del mondo sportivo, indipendentemente dal fatto che si tratti di un gestore, di un tesserato o di un frequentatore del centro, dovrebbe leggere le domande e le relative risposte (esempio domanda numero 8: Qual è il numero massimo di persone che possono accedere negli spogliatoi?) per rispettare pedissequamente la legge ed osservare comportamenti consoni allo svolgimento dell’attività fisica o sportiva in totale sicurezza.

LINK ALLE FAQ

La Segreteria nazionale e lo Sportello Cura Italia di OPES rimangono a disposizione delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche affiliate e dei loro tesserati per qualsiasi chiarimento o per dipanare dubbi e perplessità. Altresì, invitano tutti i protagonisti e gli attori ad attenersi alle leggi e ai protocolli.

Nel caso in cui dovessero sorgere timori di diversa natura, dilemmi o incertezze, è doveroso e opportuno mettersi in contatto con la Segreteria al numero di telefono 06 55179340 o all’indirizzo di posta elettronica sportellocuraitalia@opesitalia.it.


SCARICA IL DOCUMENTO DI OPES

Decreto Sostegni Bis

Bonus  lavoratori sportivi maggio 2021

E' prevista dal Decreto Sostegni bis  nuovamente una indennità  per i collaboratori di Federazioni enti società e associazioni sportive riconosciute dal CONI  che hanno ridotto o cessato l'attività in  conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19,

Sono esclusi i percettori di reddito di cittadinanza e di reddito di emergenza 

L'importo sarà determinato   sulla base dei compensi percepiti nel 2019  relativi ad  attività sportiva:

- In misura superiore ai 10.000 euro annui, spetta la somma complessiva di euro 1.600; 

- In misura compresa tra 4.000 e 10.000 euro annui, spetta la somma complessiva di euro 1.070; 

- In misura inferiore ad euro 4.000 annui, spetta la somma complessiva di euro 540.

Come per il passato l'indennità per i collaboratori sportivi sarà erogata dalla Società Sport e salute .

Sara necessario fare domanda solo per coloro che non abbiano percepito il bonus del Decreto Sostegni 1. 

Nuovo Decreto: Apertura palestre anticipata al 24 Maggio, apertura piscine al chiuso il 01 Luglio.

🔴 CONSIGLIO DEI MINISTRI NR. 19 DEL 17 MAGGIO 2021 🔴

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

✅ dall’entrata in vigore del decreto, il divieto di spostamenti dovuti a motivi diversi da quelli di lavoro, necessità o salute, attualmente previsto dalle ore 22.00 alle 5.00, sarà ridotto di un’ora, rimanendo quindi valido dalle 23.00 alle 5.00. A partire dal 7 giugno 2021, sarà valido dalle ore 24.00 alle 5.00. Dal 21 giugno 2021 sarà completamente abolito;

✅ dal 1° giugno sarà possibile consumare cibi e bevande all’interno dei locali anche oltre le 18.00, fino all’orario di chiusura previsto dalle norme sugli spostamenti;

✅ dal 22 maggio, tutti gli esercizi presenti nei mercati, centri commerciali, gallerie e parchi commerciali potranno restare aperti anche nei giorni festivi e prefestivi;

✅ anticipata al 24 maggio, rispetto al 1° giugno, la riapertura delle palestre;

✅ dal 1° luglio potranno riaprire le piscine al chiuso, i centri natatori e i centri benessere, nel rispetto delle linee guide e dei protocolli;

✅ dal 1° giugno all’aperto e dal 1° luglio al chiuso, sarà consentita la presenza di pubblico, nei limiti già previsti (25 per cento della capienza massima, con il limite di 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso), per tutte le competizioni o eventi sportivi (non solo a quelli di interesse nazionale);

✅ dal 22 maggio sarà possibile riaprire gli impianti di risalita in montagna, nel rispetto delle linee guida di settore;

✅ dal 1° luglio sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò potranno riaprire al pubblico;

✅ parchi tematici e di divertimento potranno riaprire al pubblico dal 15 giugno, anziché dal 1° luglio;

✅ tutte le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi saranno di nuovo possibili dal 1° luglio;

✅ dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”. Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso;

✅ dal 1° luglio sarà nuovamente possibile tenere corsi di formazione pubblici e privati in presenza.

https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-19/16872

Le indicazione del Governo per la ripresa delle attività sportive 
⬇️

Il sito del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha pubblicato il Decreto che approva la Linee Guida "per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere".


Si tratta del documento di riferimento "che fornisce indicazioni specifiche - si legge nel testo di accompagnamento pubblicato sul sito - volte ad assicurare la ripresa delle attività sportive e dell’esercizio fisico alle quali devono attenersi tutti i soggetti che frequentano o gestiscono, a qualsiasi titolo, siti sportivi, centri di attività motoria, palestre, piscine all’aperto, o i soggetti che comunque ne abbiano la responsabilità, nonché tutti coloro che praticano attività sportiva, anche amatoriale, di squadra o di contatto, all’aperto".

SCARICA LE LINEE GUIDA

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Opes - Comitato Regionale Marche